Sono da ritenersi sovrappeso i gatti il cui peso supera del 10-20% quello ottimale. Quando il peso supera di più del 20% quello ottimale, allora l'animale è da ritenersi obeso. E' effettivamente il caso del micio in questione?
La castrazione, il basso livello di attività fisica e lo stile di vita sedentario rientrano comunque tra i principali fattori causali di obesità, e se il collega curante ha consigliato un calo di peso evidentemante lo ritiene opportuno per la situazione attuale del gattone, sicuramente con intento di prevenzione nei confronti delle tante patologie conseguenti al sovrappeso: diabete, insulinoresistenza, lipidosi epatica, patologie cardiovascolari, problemi articolari, muscolari, cutanei.
Esistono formule che stabiliscono il fabbisogno energetico giornaliero di cani e gatti in base a sesso, età, condizione fisiopatologica e stile di vita; per un gatto adulto sedentario la formula è: peso in kg x 50
Il numero ottenuto rappresenta le kilocalorie che il gatto deve assumere nell'arco della giornata, e a questa entità corrispondono grammature diverse a seconda dei diversi mangimi, in base ovviamente al tenore energetico degli stessi. Basterà quindi leggere attentamente il cartellino del mangime e fare un paio di calcoli per ottenere il peso giusto della porzione; solitamente sulle confezioni di crocchette sono già indicati i quantitativi raccomandati.
Va poi tenuto presente che invece per indurre il calo di peso generalmente si riduce la somministrazione di alimento (possibilmente light, studiato appositamente per essere a basso tenore energetico ma comunque in grado di apportare le giuste quantità di proteine, minerali e vitamine) ad un quantitativo pari al 60-70% del fabbisogno precedentemente calcolato; inoltre è cruciale stimolare un aumento della spesa energetica aumentando il livello di attività fisica, e a questo fine è di fondamentale importanza la collaborazione attiva del proprietario.
E' consigliabile infine introdurre la nuova dieta abbastanza gradualmente (nell'arco di qualche giorno) e suddividere la razione somministrata in più pasti nell'arco della giornata.